martedì 7 gennaio 2014

Sara' per me...

Stamattina me la sono presa comoda, dopo giorni di feste e fatica, di sorrisi di abbracci ho una gran voglia di stare con me ed ho deciso di fare un giorno di digiuno di cibo e parole. Poi è bastato ascoltare una canzone che subito mi sono sentita il cuore esplodere, il motore è inceppato di nostalgia di leggerezza di essere io. Si perchè viviamo, ci incrociamo, corriamo, facciamo tante esperienze, ma solo noi sappiamo quello che realmente vorremmo- Cavoli mi sento troppo sola.....

giovedì 19 dicembre 2013

Voglio che tu sia felice...... Ti voglio felice... .

Me lo ha scritto un amico che non sentivo da tanto tempo e questa frase mi è risuonata nelle orecchie per giorni. Come stai? Sei Felice? Ti voglio felice. Una frase che ho sentito come un atto d'amore, di quello che vive senza tempo e senza spazio, che rimane nella sabbia e nel cielo che tocca il mare. Nel sorriso, nella vita che scorre nella purezza delle forme di quelle che piacciono a me senza troppi fronzoli. Linee pulite.

giovedì 2 maggio 2013

Tamerici

Guardo fuori dalla finestra e guardo la pianta di Tamerici....ed è sfiorita.
Quest'anno non ho fatto caso ai fiori rosa che sembrano sospesi nell'aria.........Il verde delle nuove foglie risveglia il cuore e tu mi manchi....

mercoledì 10 aprile 2013

Pages

Stamattina confidavo di essere svegliata alle 7.30....e invece ho dormito fino alle 7,50....stavo sognando una storia che conosco molto bene.
Avevo appuntamento con Alberto alle 8,15 e solo con i denti lavati e la bottiglia di acqua sono uscita di corsa.
Ho sudato per un ora e ho raccontato ad Alberto il mio sogno, dispiaciuta di non aver visto la fine.....
e quando la collana di lei si sfila e le palline colorate cadono a terra una ad una e lei stringe al petto quello che riesce a salvare,,,e cadono......
Quella collana misteriosamente rotta...e quell'uomo dagli occhi infinitamente neri che la raccoglie e quelle mani che si sfiorano senza toccarsi e loro che non si lasciano più.......

lunedì 8 aprile 2013

Un metro da terra.

Apro il finestrino e sento l'odore del mare e mi sento un metro da  terra.
 Ripenso alle tue gambe e alle frasi sussurrate...

venerdì 13 aprile 2012

Basterebbe

Mi basterebbe chiudere gli occhi e sentire l'odore di ghiaino, stare seduta sul dondolo sotto una grande quercia e con gli occhiali da sole guardare dentro alle foglie fino a vedere il cielo.
Il campo, la vigna, le galline e il lavatoio con il sapone di marsiglia.
Vederti arrivare e sorriderti, aspettare la tua mano leggera che tocca le mie labbra.

venerdì 17 febbraio 2012

La caverna

Elena è triste ed lo sono anch'io.
Elena mi parla delle sue cose, ed io delle mie e insieme cerchiamo la strada.
Stamani ci siamo tagliate i capelli, e non stiamo finalmente fuori della caverna.
Studia, prenditi cura di te e stai serena.....

mercoledì 16 novembre 2011

Edda



Ieri sono stata a Milano, e praticamente ho viaggiato tutto il giorno, ero molto stanca. Ma stamattina mi sono svegliata presto con un bel sole. Sono passata dall'ufficio, ma,ne sono uscita subito diretta verso Castiglioncello.

Avevo voglia di camminare.

C'era un aria bellissima, quasi estiva e all'orizzonte la Capraia e la Gorgona, si vedevano bene.

Sono arrivata sotto la pineta sul lungomare Sordi, e mi sono seduta sul muretto. mi sono tolta la giacca ed ho lasciato che il sole mi scaldasse la faccia.

Davanti a me , dentro il porticciolo, c'era la Signora Edda sulla sua barchetta a pescare i polpi.

Praticamente l'ho sempre vista fin da quando ero piccola. Non ci avevo mai parlato.

E' tornata sulla spiaggia, ed ha spinto la barca a riva.

Mi sono avvicinata, e gli ho chiesto quanto amava quel pezzetto di spiaggia che gestisce da sempre.

Mi ha guardato dritta negli occhi e mi ha risposto:Tanto, è la mia vita.

Ed io ho continuato...ma cosa di piu'....e lei...tutti i bambini ai quali ho insegnato a nuotare.

Ma ho insegnato a tutti, anche ai vecchi, li ho messo tutti in acqua.

..........Mi è piaciuta molto la mia vita e poi sono stata con la gente, i miei clienti ai quali voglio bene.

E poi, ho coltivato una grande passione per le lingue.

Parlo Inglese e leggo il Francese, non lo parlo benissimo perchè quì francesi non vengono mai.

Raccolgo le conchiglie, i sassi ed i vetrini e ne faccio dei quadri che mi piacerebbe farti vedere, abito per la strada verso le spianate........e poi i Gasman, la lucciola...

Sai, una volta mi hanno fatto un'intervista e il giornalista mi ha detto, ma come fai a parlare Inglese se non ti sei mai mossa da qui.....ed io gli ho risposto, il mondo è passato da qui...

Geniale

Gli ho detto che era proprio bella

Lei ha risposto che quando si diventa vecchi non ci si può piu' guardare nemmeno allo specchio.

Avevo voglio di dargli un abbraccio, ma l'ho salutata e sono tornata verso Caletta.

Al Tirreno c'erano Alberto e Simone e alla spiaggia libera facevano il bagno.

Sono ripartita con le farfalle che mi giravano nello stomaco.









giovedì 3 novembre 2011

La sottile differenza

La sottile differenza è fatta di tanti puntini, di occhi che si parlano.
Ed i loro occhi si sono parlati subito.
Ed era tutto chiaro.
La sottile differenza, parte da una camicia cifrata e da mutande su misura, che farebbero pensare ad un tipo di uomo al quale piace mostrare ciò che ha.
Quando guardi qualcosa ci devi girare intorno ed osservarla da tutti gli angoli. Alzare la testa ed abbassarla, toccarla, odorarla, sentire la sensazione che ti dà.
La puoi sentire anche camminando per le strade di una grande città, dove ogni pietra ti racconta una storia, fatta di persone che si incontrano e delle quali ci si arricchisce, tipo il camiciaio che ti porge la tua camicia cifrata con orgoglio di chi sà fare bene il suo lavoro, ti chiama per nome, ed è lui orgoglioso di farti indossare il suo lavoro. E lui si arricchisce di questo, cose all'apparenza ,solo COSE, ma per lui ricchezza di anima e sentimenti.
Ed allora capisci , ma lo hai sempre saputo che c'è una sottile differenza, sottile per modo di dire.

venerdì 23 settembre 2011

Giorgio



Si amavano tanto ed i loro occhi Bruni si perdevano gli uni negli altri. Rappresentavano la salvezza di due vite che si incontrano e riscoprono lo scopo di esistere.
Li vedevo insieme a fare colazione, raramente si toccavano le mani, ma erano comunque molto complici, quasi increduli di quello che gli stava succedendo.
Si erano incontrati ballando ad una festa...lui al ritorno da anni di lavoro negli stati uniti e lei da una storia terribile e assurda,
Giorni felici di crescita e costruzione di un rapporto, di ideali e lavori da realizzare di figli da aspettare e di case da ridipingere.
Di sedie girevoli davanti al computer e di voglia di amare.
La storia terribile di lei porta via lui e lo porta lontano dove solo gli angeli possono stare.
E lui si comporta da vero angelo e combina incontri impossibili, unisce strade ormai chiuse e avvicina le città.
Una sera sfila la collana di lei per fargli conoscere un uomo, che non e' quello giusto...allora ci riprova e finalmente ci riesce.
Nasce un bimbo bellissimo con la pella di luna, lo ninna con la sua voce e lo sveglia al mattino appena la luce filtra dalla tenda davanti alla sua finestra.

mercoledì 3 agosto 2011

Ida

Fa caldo,Ida dice che non si deve parlare del tempo, che tanto fa esattamente come gli pare.
Ma viene naturale.
Sono salita in macchina e il termometro segnava 42 gradi.
42 gradi di cielo azzurro, di brezza leggera di cicale che cantano, di campi arsi di giallo, di sedie fuori della porta e di gerani rossi e rosa.
Di pomeriggi sul divano con le persiane chiuse a pensare a storie fatte di maglioni blu.
A giornate di mare e scogli.
A mia sorella che non mi voleva mai portare con se, ed io che ci volevo andare.
Di via degli Oleandri,con Ilaria secca rifinita, sempre innamorata del Bacci...e la ferrovia da attraversare con un odore di catrame che mi portavo fino a casa.
A un giorno d'inverno, quando io e te siamo andati alla casa al mare, ed io mi sono messa la tua camicia.
Che caldo, ma non ne voglio parlare

12 luglio 2011

mercoledì 15 giugno 2011

Eclissi di Luna

Stamattina ho ripreso le mie camminate mattutine.
Per la verità sono andata anche ieri ore 7 con Antonio, ma abbiamo fatto ginnastica per sciogliere alcune contratture che avevo sulla schiena.
Stamani ore 6.30 da sola.
Il cielo leggermente nuvoloso, ma l'aria fresca. Mi sono messa il mio giacchettino rosso da istrutrice di Nordic Walking ed ho tirato su la cerniera fino al collo.
Mi sono lasciata andare a pensieri fatti di puntini.
Uno,tre, tanti.
A giornate di Pioggia e diluvi di passioni.

Ma subito ho riassaporato la luna di ieri sera, rossa, buia e poi luminosa.

Sulla bocca ho sentito il profumo del sale e delle conchiglie sulla spiaggia e come per assonanza mi sono ricordata dell'ultima eclissi totale di sole...qualche anno fà in agosto, con una giornata bellissima di libeccio.
Tutti sul molo, con le sdraie ed i lettini messi al riparo del vento dietro alle cabine, in una confusione tipica di quei giorni di mare mosso.
Il notaio Duranti con i negativi delle fotografie distribuiti a tutti.
Arduino che incurante dell'evento dormiva come al solito.
Nicolò biondo senza i denti davanti..

Tutti insieme ad aspettare un evento che non mi lasciò l'emozione che invece mi aspettavo, troppo lieve....con la pelle abbronzata!

venerdì 26 novembre 2010

Dedicato a Palmira Berlani Strasky

Quando i nonni vanno in cielo diventano delle splendide farfalle che volano tra i fiori per dare gioia ai bambini.........................................................




C’era una volta una splendida farfalla che volava libera in cielo, si chiamava Mira.
Aveva una missione speciale, quella di portare gioia ai bambini del mondo.
Volava, volava senza stancarsi mai….nei giardini delle scuole, sui davanzali delle finestre degli ospedali..e quando i bimbi la vedevano, sorridevano felici.
“Guarda che splendida farfalla”esclamavano
Alcuni provavano a prenderla e correvano felici con il retino in mano

Le sue ali sembravano d’oro, ed un po’ era vero, perché quando c’era troppa tristezza, lanciava una polvere magica di colore giallo:La polvere del sorriso.

Non si stancava mai, ma pensava sempre ai suoi nipotini che aveva lasciato sulla terra.

Chissà che cosa fanno, saranno felici?Questo era il suo cruccio maggiore.

Ma purtroppo non poteva vederli,questa era la regola.

Passarono alcuni mesi di voli e lanci di polverina che il mondo dei bambini sembrava essere più felice, ed allora la regina delle farfalle decise di dargli un premio.

Era la notte di Natale e la regina chiamò la farfalla Mira.

Questa notte – le disse- ti meriti un premio, potrai vedere i tuoi nipotini.

Mira che era una farfalla sorridente, sbatteva le ali dalla gioia e partì subito per il suo viaggio.
Arrivò alla casa dei suoi bambini la Notte di Natale,era quasi mezzanotte.
Li vide subito con il naso appicciacato al vetro della finestra.
E pensò-che aria triste che hanno.
Andò più vicino e vide che la casa era tutta in festa, c’era l’albero con le luci, tanti pacchetti luccicanti, il camino acceso.

Pensa che ti ripensa disse-ho capito perché non sono felici, non c’è la neve!!!!!!

Allora iniziò a sbattere forte le Ali e la neve come per magia iniziò a scendere con grandi fiocchi bianchi ed in poco tempo ricoprì tutto…
Ma loro erano ancora tristi
La farfalla non capiva…non mancava niente alla magia del Natale

Iniziò a sbattere forte le ali, e fece cadere una polverina di millecolori sopra la neve.La polverina della gioia che usava solo nei casi più difficili.
Ma ancora niente…..i suoi bimbi erano tristissimi.

Una lacrima caddè dal volto di Mira….e subito si trasformò in un laghetto ghiacciato…..e poi un’altra scendeva e apparve un grande abete con le candele accese che sembravano stelle.
Ne caddè ancora una e sotto l’albero apparvero due paia di Pattini con la lama luccicante.
I bambini uscirono di casa esterrefatti.
Il sorriso era sui loro volti.
Corsero verso l’albero si infilarono i Pattini e subito si misero a volteggiare sul laghetto ghiacciato di polvere magica.

Mentre ruotavano e saltavano gli sembrò i sentire il profumo e l’abbraccio della loro nonna.

Erano felici e la magia del Natale si era compiuta anche questa volta grazie ad una farfalla.

venerdì 5 novembre 2010

Cose

Ci sono momenti in cui vorresti dire tante cose......ma preferisci il silenzio.
Ci sono dolori che accetti soltanto se portano ad un cambiamento.
Le parole possono farti toccare le stelle....ma anche cadere.
Ancora un minutino...

venerdì 8 ottobre 2010

Il sogno

Sono in ufficio...e non so come fare.
Ho una lezione, mi stanno aspettando....ma ho una gran voglia di piangere.
Sto cercando di buttare giù come si fa con un cibo che dobbiamo ingoiare per forza, ma sento gli occhi che si gonfiano di lacrime calde.
Ora scendono una dietro all'altra.
Apro la mail e guardo la posta...stanotte ti ho sognato e non volevo smettere mai.
Ho aperto gli occhi e li ho subito richiusi cercando di tenerti con me.
Immagini nitide, ma sono stanca..stanchissima.

giovedì 15 luglio 2010


Camminare sull'acqua, rappresenta la felicità, un momento di dolcezza, sentirsi sfiorare dal mare, e poi, togliersi i vestiti, tuffarsi nell'acqua e nuotare per arrivare lontano.
Voglio ricordarti con la dolcezza del tuo sorriso e dedicarti questi passi.

mercoledì 19 maggio 2010

La zia Lina

Questa storia non nasce da un cammino, ma da tutti quelli che ho fatto fino ad oggi. Sono le cinque del mattino e mi sono alzata con la voglia di scrivere qualcosa su una persona che ho amato molto:la zia Lina.
Lei abitava a Livorno, e il lunedì quando la nostra pasticceria era chiusa andavamo spesso a trovarla.
Bella, con gli occhi scuri e i capelli grigi come la nonna, molto distinta e amante della lettura. Bravissima a cucinare.
Portava al collo una catenina di oro bianco un po’ lunga con una perla. Vestita di rosa al matrimonio di mia sorella, con un colore che solo alcune donne possono portare. Due giri al collo di una collana di granati. Perfetta.
Quando ero piccola il sabato mi portava con lei e lo zio nella casa di campagna di Libbiano.
Leggevamo e parlava con me come se fossi grande. Aveva una scatola di latta come quella che ho spedito ad Angiolo, piena di biscotti buoni quadrati e rotondi….ed io ne cercavo sempre un tipo con lo zuccherino sopra…tipo il biscotto Doria con il buco.
Erano buoni con il latte.
Cavoli sono arrabbiata….sono le cinque di mattina e sono qui sul divano e mi metto a piangere.
Mi manca. Perché stamani ci penso.
Ieri sera il programma non era questo, volevo dormire fino alle sette e trenta e poi accompagnare Tommaso a Pontedera che entra a scuola un’ora più tardi.
Ma ieri sera non ho cenato e la pancia ha mugolato tutta la notte, ed allora quel movimento di contrazione dello stomaco che faccio ogni tanto mi ha fatto venire in mente lei, perché mia madre dice che in questo le somiglio, anche quando parlo e muovo le mani. Sarebbe contenta di sapere che ho ripreso a scrivere. Ogni volta che veniva a Peccioli mi portava un libro, solo una volta mi ha regalato una bambola di cencio con le gambe lunghe ed un borsellino fatto a coccinella.
Li vorrei stringere come stringo il maglione blu.
L’ultima volta che l’ho vista è stato dopo un mese dal matrimonio di Lida.
Arrivò a casa di sabato, io ero da sola, avevo un vestito rosso a quadrettini…faceva molto caldo e lo tenevo sbottonato sul retro aperto sulla schiena…fino allo slip del costume….stavo per partire per l’Argentario.
Aveva portato i calamari freschi. Ci mettemmo a pulirli…mi aveva regalato un libro di Italo Calvino:Il sentiero dei nidi di ragno…che però avevo già letto.
Mi disse che me lo avrebbe cambiato.
Era triste, profondamente.
………..
La settimana dopo ero al mare a Castiglioncello, il primo giorno di vacanza, tutti insieme per un mese…in pasticceria c’erano i lavori di restauro.
Ci cercarono…oddio…la zia era morta.
Ma come, era partita per andare in vacanza con il treno…ci doveva essere un errore…dove?
Era i 2 agosto e lei era seduta in sala d’aspetto .....andava a Brunico.
Chissà se aveva il vestito bianco, sicuramente faceva le parole crociate, stanca ed annoiata.
Disintegrata nel corpo, il mio babbo la cercava tra tutti i morti ma non la trovava….non era lì, era meglio non vederla.
Il ricordo è amaro.
Vorrei averla qui e dirle nell’orecchio una cosa…quella cosa
Ho messo una sua foto al cimitero accanto a quella della nonna Amneris…la foto del vestito rosa.
Anche se non è lì…io so che invece è proprio lì tra quelle braccia.
Mi sono ricordata proprio ora che ho uno scialle di lana che ha fatto lei…torno a letto e mi ci avvolgo…….

mercoledì 5 maggio 2010

A Pisa

Oggi pomeriggio sono andata a Pisa nello studio medico del Dottor Pisanò.
Avevo appuntamento alle 16....io puntuale, lui in ritardo. Nello studio non c'era nessun giornale, allora mi sono messa a leggere i volantini appesi al muro.
E' arrivata la figlia che mi ha portato un librone di frasi zen e immagini...per smorzare l'attesa.
Le ho lette tutte, ma nessuna che facesse al mio caso.....
Poi stasera in pasticceria....mi è venuto in mente che era passato un anno esatto dal mio Cammino di Santiago.
L'ultimo giorno arrivata all'ostello ero distrutta, i piedi mi facevano malissimo.......l'hospitalera dopo avermi registrato, mi ha fatto scegliere una carta da un mazzo, che da allora la tengo sempre con me.
C'è scritto Tu eres rey y pordieroso tu eres toda y nada

Ed è la frase che cercavo...nella vita puoi essere il re del tuo cammino o non puoi essere niente

venerdì 23 aprile 2010

Mr.Massimo

Lui ha un fazzoletto da collo che si annoda per pensare a lei...
la pensa quando alza le vele
la pensa quando dorme...e quando si sveglia
quando parla con me a notte fonda... per lui mattina
Emozioni simili.....fatte di silenzi
di cose dette e non dette
di mari in tempesta e di spiaggie bianche dove buttarsi stanco e farsi asciugare la pelle bruciata dal sole.
Di cieli stellati a guardare la luna seduto sulla prua della barca e aspettare che il mare arrivi a toccare le punte dei piedi...e risvegliarsi a quel brivido....
e come per magia basta un messaggio, una lettera...uno sgurado per capirsi e capire che nulla è cambiato...e guardandosi allo specchio vedersi felice.

giovedì 25 febbraio 2010

La mia nonna Amneris

Stamani ti ho pensato, quando da bambina ti sedevi nel panchettino in camera davanti allo specchio ed io ti scioglievo la treccia e ti pettinavo i tuoi capelli bianchissimi.
Mi ricordo i lineamenti morbidi del tuo viso e l'odore della tua pelle.
Il tuo viso bellissimo ed i tuoi occhi grigi come il mare nelle giornate nuvolose.
Il Soprabito blu che portavi nelle occasioni di festa, con un'eleganza tutta tua.
Ti ho amato e tu mi hai amato, ed insieme abbiamo amato il nonno burbero come il babbo, ma troppo buono...e lo sai mi adorava.
E' tanto che non piango, ma oggi ne ho proprio voglia....................